GUERRA COMMERCIALE USA-UE: TENSIONI AI MASSIMI STORICI

Bruxelles ha deciso di rispondere duramente ai dazi imposti dall’amministrazione Trump su acciaio e alluminio, introducendo contromisure per un valore di 26 miliardi di euro su beni americani di grande rilevanza strategica e simbolica, tra cui bourbon, prodotti agricoli e motociclette Harley-Davidson.

La reazione di Washington non si è fatta attendere: il presidente Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti non tollereranno più atteggiamenti penalizzanti da parte dei partner commerciali, annunciando ulteriori ritorsioni. Nel frattempo, anche il Canada ha adottato misure simili, mentre il Regno Unito preferisce cercare un accordo diretto con gli Stati Uniti per evitare danni alla propria economia.

La Commissione Europea, guidata da Ursula von der Leyen, ha sottolineato che le misure adottate mirano a proteggere le aziende e i consumatori europei dall’impatto delle restrizioni statunitensi, cercando di massimizzare il danno per gli USA senza compromettere la stabilità economica dell’Unione. Parallelamente, la Casa Bianca esulta per i recenti risultati economici, con un calo dell’inflazione che, a febbraio, è scesa dal 3% al 2,8% e un aumento dell’occupazione che ha favorito una ripresa dei mercati finanziari. Wall Street ha reagito positivamente, con rialzi significativi nei titoli tecnologici e industriali, mentre le prospettive per il settore agricolo e manifatturiero rimangono incerte a causa delle tensioni commerciali in corso. Karoline Leavitt, portavoce dell’amministrazione Trump, ha ribadito che i dati confermano l’efficacia delle politiche economiche della Casa Bianca, sottolineando che i prezzi al consumo sono ai livelli più bassi degli ultimi quattro anni e che l’economia americana si sta muovendo nella giusta direzione. In questo scenario di forte instabilità, l’Italia e l’Europa si trovano di fronte alla necessità di ridefinire la propria strategia economica. La guerra in Ucraina ha indebolito l’Europa senza offrire una soluzione chiara al conflitto, mentre gli Stati Uniti stanno riorientando la loro politica commerciale verso il Pacifico, con un occhio di riguardo alla Cina.

Il ministro italiano Giancarlo Giorgetti ha illustrato in Parlamento una visione pragmatica, sottolineando che l’Europa deve rafforzare la propria difesa, ma senza compromettere settori chiave come la sanità e il welfare. Inoltre, ha evidenziato l’importanza di rispondere ai dazi con razionalità, sfruttando l’occasione per ridefinire le regole del commercio globale e proteggere i diritti e la dignità dei lavoratori europei. Il governo italiano, consapevole dei rischi derivanti dal risiko bancario in atto, ha ribadito la necessità di proteggere i capitali nazionali e di valutare attentamente ogni operazione finanziaria che potrebbe minacciare l’interesse nazionale. In un contesto geopolitico in continua evoluzione, il ritorno a una politica economica più autonoma e resiliente sembra essere la chiave per affrontare le sfide future. L’approccio adottato dagli Stati Uniti con il ritorno del “Made in America” e la tutela del lavoro interno potrebbe essere un modello da osservare, ma l’Europa deve trovare una propria strada, bilanciando la necessità di crescita con la difesa della propria sovranità economica.

 

FONTE: LIBERO, L’ECO DI BERGAMO, ITALIAOGGI